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mercoledì 14 gennaio 2015

La cozza: un analisi

La cozza è un mollusco bivalve. 
A seconda della lingua,la parola ha diverse origini che richiamano alcune sue caratteristiche fisiche o simboliche. 
La conchiglia è composta di due parti simmetriche chiamate valve (stessa etimologia latina -volvere- di vulva). A livello simbolico la conchiglia (cozza chiusa) è simbolo di protezione (viene da sempre usata per ricavare oggetti quali bottoni o elementi alternativi di chiusura) e viene quindi usata anche quale simbolo di verginità (o infertilità) e rapportata a dee o entità femminili spesso legate al mare. La cozza aperta contiene il mollusco anche chiamato muscolo che, sempre a livello simbolico, presenta in diverse culture e rappresentazioni richiami all'organo sessuale femminile e alla fertilità (legata anche al concetto di fertilità dell'acqua); in gergo, invece, la cozza indica una donna brutta.
Alla riproduzione è legato anche il consumo della cozza in quanto alcune culture ritengono che sia meglio consumarla nei mesi senza R, perchè non in riproduzione, mentre altri sostengono che, quando in riproduzione la cozza sia più saporita. Al di là del periodo di consumo la cozza è considerata un alimento molto ricco a livello nutrizionale e indicato per una dieta equilibrata. Storicamente, la cozza fa parte da sempre delle principali cucine internazionali anche se, chiaramente, i paesi e le regioni in cui viene coltivata sono più ricchi di ricette rispetto a quelli che l'importano.
Alla cozza o mitilo appartengono diverse specie, che spesso si differenziano anche geograficamente, e possono crescere in banchi naturali o venire allevate in impianti di acquacoltura o miticoltura. A livello biologico, chimico e fisico la cozza è stata oggetto di studio in quanto il suo "funzionamento" ha ispirato e continua ad essere fonte di spunti per lo sviluppo di nuove colle e tecnologie di chiusura da applicare anche in ambito medico.
Nonostante le sue mille applicazioni, la cozza continua ad essere ambivalente: molto indicata a livello culinario e nutrizionale può però essere causa di avvelenamenti se non consumata fresca e cotta in modo adeguato, allevata intensivamente in alcune zone del mondo (Francia, Italia e Irlanda in primis) sta però creando problemi d'infestazione in altre (Florida e Arizona), usata spesso come contenitore (forma concava) in alcune culture appare come richiamo simbolico alla protezione (scudo-forma convessa), simbolo di verginità (se chiusa) diventa in altri casi richiamo alla fertilità. La duplice natura della cozza è e sarà sempre parte integrante del suo essere proprio perchè ha origine nella sua costituzione fisica: conchiglia e mollusco, due entità apparentemente opposte ma sostanzialmente complementari.

lunedì 13 ottobre 2014

Significato e significante

 

La cozza, etimologia e altro
Il coperchio, etimologia e basta

Qualche traduzione:

in latino: (solo il coperchio) operculum


in inglese : the mussel  and the lid

secondo l'oxford dictionary: the mussel & the lid
in urban slang : mussel & lid

in francese : la moule et le couvercle
in tedesco : die Miesmuschel und der Deckel
in spagnolo: el mejillòn y la tapa (tapadera)
in dialetto: cozza e coperchio
La cozza e il coperchio




còzza s. f. [prob. variante merid. di coccia]. – Nome merid. di varie specie di molluschi bivalvi, e in partic. del mitilo: zuppa di cozze, cozze alla marinara, specialità gastronomiche dell’Italia centro-merid.; cozza pelosa, o muscolo peloso, nomi comuni del mollusco Modiola barbata (v. modiola).

fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/cozza/




copèrchio (ant. covèrchio) s. m. [lat. coopercŭlum, der. di cooperire «coprire»]. – Elemento che serve a chiudere l’apertura superiore di vasi o recipienti, fatto in genere dello stesso materiale di cui è fatto il recipiente, e di forma tale da combaciare perfettamente con l’apertura: il c. della pentola, del barattolo, di una scatola, di una cassa; aprire, chiudere il c. o col c.; levare, sollevare, abbassare il c.; negli strumenti ad arco, tavola che copre la cassa armonica. ◆ Dim.coperchiétto, coperchino; accr. coperchióne; pegg. coperchiàccio.

fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/coperchio/